Vorrei ridisegnare
il volto
della luna,
col mio dolore
immenso
le cambierei
di colpo
quei tratti
indifferenti.
E invece
resto qui,
in stato d'attesa,
(in stato d'assedio)
a scrivere
e contare passi
e poi gradini,
infiniti,
accatastando custodie
vuote
di vita e plexiglas
ingiallito.
Hai seminato in me
senza attenderne il raccolto,
e sprechi del mio essere,
adesso,
ogni frutto, ogni pensiero.
E muoio,
malaluna,
ad ogni figlio mio
che cade nel terreno,
son uva
già schiacciata
da piedi ormai
in rivolta.